Vero. Il romanzo di Marco Aurelio di Franco Forte

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Quando si pensa agli imperatori romani, la loro vera personalità raramente emerge, privilegiando le loro attività in campo amministrativo o militare, riducendoli a un elenco di operazioni comprese tra la data in cui sono assurti al trono e la loro morte. Per alcuni di essi però si squarcia un velo sulla loro persona e sui loro pensieri, sul lato più umano. Questo è il caso di Marco Aurelio ed è proprio a lui che Franco Forte dedica il suo ultimo romanzo.Marco Aurelio che emerge dalle pagine è certamente l’imperatore filosofo ma l’autore ne cerca l’uomo. Chi fu effettivamente Marco Aurelio, al di là delle date e degli avvenimenti che lo hanno visto protagonista?

Il romanzo racconta la vita di Marco Annio Vero, che un giorno sarà Marco Aurelio, tratteggiandone il profilo dagli anni della giovinezza e dello studio, sino a quando si troverà assiso sul trono imperiale.Non è un percorso in discesa perché il giovane dovrà destreggiarsi tra guerre, intrighi politici e responsabilità sempre più gravose.Al potere si accompagnano però anche rinunce personali, che scavano l’anima del protagonista ,mentre cerca di rimanere fedele a quei principi che gli sono stati inculcati . Ed ecco quindi emergere dalle pagine del romanzo un Marco Aurelio, che dubita prima di tutto di sé stesso e di non essere all’altezza del compito che gli dei gli hanno assegnato. Un uomo che ama, ma che sa anche rinunciare ai sentimenti per il bene dell’impero e che paga sulla sua pelle tutte le scelte.

La famiglia, i figli… le preoccupazioni per il figlio e il futuro dell’ impero, quando si accorgerà che il suo erede non ha ereditato nulla del suo carattere e riesce a cogliere solo ciò che il potere offre e non ciò che chiede in cambio.L’autore si sofferma sul lato umano senza tuttavia trasformare il suo Marco Aurelio in un eroe, rimane umano, quanto mai credibile e soprattutto vivo. Difficile per il lettore rimanere indifferente alla sua parabola umana, perché nonostante cambino le circostanze, l’animo umano si macera da sempre nelle stesse domande inseguendo sogni ed illusioni che ci accumunano tutti. La ricerca della verità, il fascino che si accompagna al timore del potere, il senso del dovere, la responsabilità personale non solo nei confronti della famiglia ma anche soprattutto nei cittadini di un vasto impero, il rapporto delicato tra etica e potere, sono dilemmi universali che appartengono, a ogni epoca.

Franco Forte riesce a far rivivere un mondo con i personaggi che lo animarono, con un ritmo che non si affievolisce aiutato da una prosa limpida ed elegante, bilanciando la realtà storica e le necessità narrative. Impossibile rimanere indifferenti all’imperatore che emerge dalle pagine, anzi all’uomo di cui al termine della lettura non si può fare a meno di volerne saperne di più.“Se sarò capace di guidare il mio cuore, potrò guidare un impero. Ma se fallirò con me stesso, non potrò comandare altro che ombre”.

Figlia dell’ultimo re: Beatrice di Svevia, la principessa prigioniera di Ornella Albanese

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Trama

La notte del 6 marzo 1266 infuria la tempesta. Beatrice, figlia di Manfredi di Svevia, re di Sicilia, ha solo sei anni ed è eccitata all’idea di partire per l’Epiro insieme ai fratelli più piccoli. Il viso pallido di sua madre e gli occhi segnati non sembrano però quelli di chi è in procinto di prendere il mare per un viaggio di piacere. E, infatti, la nave che è bloccata nel porto di Trani dovrebbe portarli in salvo, prima che gli emissari di Carlo d’Angiò li raggiungano. Dopo aver sconfitto e ucciso Manfredi, il fratello del re di Francia ha bisogno di eliminare anche i suoi eredi, per impadronirsi del regno di Sicilia, con il favore del papa. Fatta prigioniera e separata dal resto della famiglia, di cui a lungo ignorerà le sorti senza darsene pace, per diciotto anni Beatrice vede solo le pareti di una cella, ed è in un feroce desiderio di vendetta che trova la sua unica ragione di vita. A darle un po’ di conforto, Calisto, il giullare che con le sue storie ne allietava i giorni di bambina e ora continua a vegliare su di lei. Dal suo confino, Beatrice, ormai donna, sa di essere una pedina in un gioco molto più grande, e che per la figlia di un re sconfitto la libertà è un traguardo quasi impossibile da conquistare. Ma nelle sue vene scorre il sangue indomito degli Svevi e, quando gli eventi creeranno le condizioni per la sua scarcerazione, si troverà di fronte a un dilemma: rimanere schiava dell’odio che la consuma o scegliere l’amore e la felicità che il destino sembrerebbe offrirle? In un sapiente gioco narrativo in cui la vicenda di Beatrice di Svevia interseca quelle di figure storiche come il conte Ugolino, Giotto e Dante, Ornella Albanese ci restituisce il ritratto di un personaggio femminile seducente e ricco di complessità. Una giovane donna segnata da esperienze crudeli, ma fiera nel perseguire il proprio riscatto, che diventa emblema di forza e determinazione nel rivendicare il proprio ruolo nel mondo.

Recensione

Può il desiderio di vendetta permettere a una donna di aggrapparsi con tenacia alla vita e consentire di sopravvivere durante una prigionia che pare non possa mai avere termine?

E poi, una volta libera, questo sentimento permane sempre dominante o lascia spazio alla speranza, all’amore, stemperandosi senza però cadere mai nell’oblio?

Ornella Albanese nel suo ultimo romanzo ci permette di incontrare Beatrice di Sicilia, ricostruendo con pazienza e abilità la sua vicenda, creando un arazzo in cui si rimane incantati dalla forza e dalla tenacia della protagonista, sottoposta sin da bambina a esperienze che avrebbero fiaccato animi ben più temprati.

Figlia di Manfredi di Hohenstaufen, immortalato nei versi di Dante “biondo era e di gentil aspetto…” dopo la sconfitta del padre durante la battaglia di Benevento del 1266, Beatrice e i fratelli minori seguono la madre in una fuga disperata verso il suo paese d’origine, l’Epiro, inseguiti dagli emissari di Carlo d’Angiò.

La fuga però viene sventata grazie a un tradimento e Beatrice, bambina di sei anni, verrà separata dalla madre e dai fratellini, perché il loro destino è quello scomparire, nascosti per sempre al mondo cosicché sul regno di Sicilia nessun discendente della dinastia sveva possa più vantare diritti successori né opporsi a che Carlo d’Angiò ne divenga il sovrano.

Beatrice sarà imprigionata in una cella di Castel dell’Ovo a Napoli, ma la bambina non ha una percezione effettiva sul luogo geografico in cui si trova, è un luogo sconosciuto dove il tempo trascorre in una solitudine interrotta a tratti da un anziano carceriere e da una domestica che lungi dall’essere una figura materna, la maltratta. Il tempo sfuma in un lento fluire di giorni che Beatrice stenta a percepire perdendo i contatti con la realtà e con il proprio corpo che, anno dopo anno, modifica la figura acerba in una donna. Come sopravvivere psicologicamente a una forzata solitudine senza perdere il lume della ragione? Grazie a una tempra e a una forza d’animo davvero esemplari e al sentimento della vendetta che le infiamma l’animo, che stempera il freddo dell’inverno e il caldo delle estati e che le permette di superare i molti momenti di scoraggiamento e tristezza. Vendetta contro gli Angiò e il desiderio mai sopito di ritrovare la sua famiglia, i fratelli minori e la madre, mantengono in vita Beatrice per circa vent’anni di prigionia finché ,grazie alle vicende storiche che coinvolgono il sud Italia, non sarà liberata dalla sorellastra Costanza moglie di Pietro d’Aragona e dovrà non solo ricostruirsi una esistenza ,imparare nuovamente a rapportarsi con il mondo, mentre altri intessono già trame sulla sua persona, destinandola ad allontanarsi per un matrimonio in una corte sconosciuta abbandonando il caldo sole del sud per avvicinarsi alle Alpi innevate.

La penna di Ornella Albanese cesella e ricostruisce, con un perfetto equilibrio tra le notizie storiche il ritratto di una bambina e poi di una donna che la vita ha messo alla prova ma che trova un equilibrio nella propria esistenza, adattandosi senza mai cedere ai compromessi, evidenziano una evoluzione psicologica che rende il personaggio di Beatrice quanto mai vivido e moderno. Attorno alla sua vicenda che, proprio perché poco nota, aggiunge quel tocco di fascino che la storia sa creare celando con il velo del tempo uomini e vicende, Ornella Albanaese ricostruisce un mondo perduto quanto mai vivido e complesso. Trame, intrighi che travolgono bambini innocenti, ma anche lo splendore delle corti, le incertezze sul futuro e la sicurezza di poter contare su poche persone che restano fedeli nonostante il volgere degli eventi, sono il tessuto su cui l’autrice fa rivivere i personaggi che animano il romanzo, con un sapiente gioco di incastri cui il lettore non può rimanere indifferente. E qui entra in gioco l’abilità della autrice che riesce intrecciare e sfumare il confine tra il vero e la finzione, che avviluppa il lettore in una vicenda che pare inventata a tavolino, senza mai scadere nel banale o nell’eccessivo, ma riuscendo ancora una volta a donare la voce per narrare e raccontare le vicende di alcuni personaggi che la Storia ha reso muti lasciandoli alla mercè di un destino drammatico.

Dopo le nozze di Laura Elliot

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Recensione

Christine Lewis è un donna di successo, gestisce insieme al marito una società pubblicitaria nata e cresciuta grazie alla unione tra il suo pragmatismo e la genialità di lui. Tutto sembra procedere in una solita routine che si sfalda improvvisamente quando entra nella loro vita come dipendente, Jessica Newman, giovane e affascinante che sembra irretire Richard. Sembra o accade realmente? Dentro Christine qualcosa si spezza e iniziano ad affiorae dapprima sprazzi e poi immagini sempre più nitide di qualcosa che le è accaduta quando era bambina. Mentre la realtà si frantuma, si scompone e si sovrappone, la gelosia esplode in Christine mentre false voci fanno vacillare la solidità della sua società e un probabile finanziatore le crea una sensazione di disagio insopportabile.

Un romanzo piacevole e accattivante che parte in sordina e sembra trascinare il lettore in un banale menage a trois, soffermandosi nella gelosia della moglie tradita e nella sua conseguente caduta in un baratro in compagnia dell’alcool. Il registro narrativo poi cambia improvvisamente e la penna della autrice si inoltra nei frammenti di ricordi, dapprima sprazzi quasi sogni poi man mano sempre. più dettagliati, che porteranno Christine a far riaffiorare gli eventi cui assistette involontariamente da bambina.

Christine e Jessica si troveranno legate da ben altro che il marito fedigrago della prima. Mentre una uscirà da un baratro e dal buio, l’altra sarà costretta a far luce dentro se stessa, a confrontarsi con le sue certezze e sicurezze.

Un thriller che scava nella psicologia dell’animo umano, nei ricordi che creano angoscia senza saperne spiegare l’origine.

La autrice, Laura Elliot, sovrappone storie, vicende, creando un clima avvincente in cui il lettore si trova coinvolto con la curiosità di scoprire che cosa accadrà, in quale modo la vicenda avrà una soluzione e se questa ci sarà davvero.

Sono solo sogni di una donna tradita che ha trovato rifugio nell’alcool oppure c’è un fondo di verità. E soprattutto quale è la verità? Come sempre la verità sguscia tra le dita, tra le parole, mettendo in modo meccanismi impossibili da fermare. Riuscirà Christine a portare alla luce la verità? Questo non ve lo svelo, per scoprirlo dovrete leggere il romanzo.

Trama

Quando Christine Lewis era una bambina, assistette a qualcosa di terribile durante un matrimonio e lo seppellì così profondamente nella memoria da riuscire a dimenticarlo del tutto.

Anni dopo, Jessica Newman entra nell’agenzia pubblicitaria di successo che Christine gestisce insieme al marito. Jessica è bellissima e bravissima nel suo lavoro, ma la sua presenza risveglia in Christine ricordi inquietanti. Frammenti di quel matrimonio iniziano a riaffiorare nella sua mente, e un’inspiegabile sensazione di angoscia le cresce nello stomaco. Jessica sta lentamente distruggendo il matrimonio e la carriera di Christine. Perché nessun altro riesce a vederlo?

Le vite di Christine e Jessica erano legate molto prima che si incontrassero. Ma nel tentativo di svelare il mistero di ciò che accadde a quel matrimonio tanti anni prima, Christine è davvero pronta ad affrontare la verità che sta per scoprire?

Omero, Iliade

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«No, non c’è nulla più degno di pianto dell’uomo,
fra tutto ciò che respira e cammina sopra la terra.»

Henri Regnault, Public domain, via Wikimedia Commons

Stoner di John Williams

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Un romanzo su un uomo qualunque, con una esistenza insipida e a cui non accade mai nulla, questo è Stoner di John Williams. Un matrimonio infelice, un rapporto da estraneo con i genitori, un solo amico e una figlia con cui non riesce a creare un rapporto affettivo, eppure nonostante queste premesse poco entusiasmanti, Stoner è un romanzo sorprendente da leggere.

Ambientato nel mondo accademico, nei primi anni del ‘900, il romanzo ruota intorno alla figura di un uomo che non reagisce mai, che subisce gli eventi senza cercare di opporvisi e combattere, neppure quando è in gioco la sua felicità o la sua carriera.

In questo deserto del nulla, in questa esistenza vissuta senza mai opporre rifiuto o contrastare di qualcuno, non si rimane in asettica attesa di qualcosa, ma si vive accanto al protagonista così intensamente da voler qualche volta, prenderlo e scrollarlo dalla sua apatia.

Un romanzo in cui la bravura dell’autore, il suo stile, le sue descrizioni, creano un mondo in cui non è difficile da immaginare, in cui si prevede ogni cosa come andrà a finire, in cui si percepiscono i vincenti e che non ci sarà mai nessuna giustizia compensativa . Eppure nonostante tutto, è un romanzo che scuote, che innervosisce il lettore, che stuzzica a suggerire al protagonista risposte e azioni che suonerebbero normali ma stonate .Non resta quindi che leggere ancora una pagina, lasciandosi conquistare da Stoner e dalla sua esistenza, che passa lieve come un soffio, illuminandosi nel mondo dei libri.

“Una guerra non solo uccide qualche migliaio, o qualche centinaio di migliaia di giovani. Uccide anche qualcosa dentro le persone, qualcosa che non si può più recuperare”.

Eccoci qui

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Si dice sempre che da qualche parte bisogna iniziare e, dopo aver pensato a lungo, eccoci qui ,Livia ed io ,approdate in questa nuova avventura. Volete scoprire che cosa ci piace e che cosa leggiamo?Non dovrete far altro che entrare nel nostro salotto e mettervi comodi. Vi aspettiamo cosi scoprirete chi siamo e quali generi letterari preferiamo…a proposito voi quali amate?